Libro di Gian Luca Boschi sugli uccelli della Val Baganza
testimonianze del passato alla creazione di aree
verdi, dal controllo della qualità dell'aria o discariche abusive all'apertura
al pubblico di spazi privati, dall'incentivare la raccolta differenziata dei
rifiuti alla cocciuta perseveranza per la creazione del Museo del Salame di
Felino.
Operiamo nell'interesse della collettività, partecipiamo alla vita del paese perché abbiamo in mente un’idea precisa di convivenza e di sviluppo, discutiamo al nostro interno e ci rapportiamo con persone ed istituzioni a noi esterne cercando di costruire dal basso quella democrazia di cui si parla tanto.
Nel 1982 la World Conference on Cultural Policies introduceva la nozione di cultura come forma di vita/organizzazione sociale con le sue tradizioni e manifestazioni. Ne deriva un’accezione ampliata di bene culturale che va oltre i monumenti e i siti allargandosi ai contesti socio-culturali ed economici in cui esso veniva ad essere iscritto. La Convenzione per la salvaguardia del patrimonio immateriale (Parigi 2003) accentuava l’importanza della partecipazione delle comunità, dei gruppi e dei singoli ai processi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale con un processo che prevede l’identificazione, la documentazione, la ricerca, la preservazione, la protezione, la promozione, lo sviluppo e la trasmissione. Nel 2005 il Consiglio d’Europa stilava la Convenzione sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro) centrata sull’importanza della conoscenza e dell’uso dell’eredità culturale.
Il quadro del sapere locale è ricco e differenziato, a comporlo contribuiscono tante informazioni, dal paesaggio all’evoluzione socioeconomica, dai personaggi che hanno lasciato il segno agli edifici che testimoniano il gusto e l’arte di un determinato periodo.
Nelle biblioteche pubbliche e sugli scaffali di casa non possono mancare testi da sfogliare anche coi più giovani per cominciare a seminare e coltivare il desiderio di conoscenza del mondo da cui veniamo.
A Felino e in Val Baganza interventi spontanei di riconoscimento e di valorizzazione del patrimonio culturale inteso secondo la convenzione di Faro sono iniziati ben prima degli anni Ottanta.
Tra le diverse e tante testimonianze, fissate senza un progetto immediato e preciso di diffusione, spiccano i disegni degli uccelli della Val Baganza eseguiti da Gian Luca Boschi.
Laurea in architettura, ha seguito alcuni suoi interessi multiformi: pittore e naturalista appassionato e competente con le sue migliaia di schede scientifiche e disegni coloratissimi, con particolare attenzione agli uccelli. La area d’azione è la Val Baganza: in circa 40 anni di esplorazione ha osservato, studiato e riprodotto nel disegno 204 specie ornitologiche sulle 473 omologate per l’intero territorio nazionale, tra le quali esemplari scomparsi.
Per abitare consapevolmente un luogo bisogna conoscere e ricordare.











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